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La mostra della miniatura a Padova viene prorogata fino al 25 luglio nella sede del Monte di Pietà.
Vi si potranno ammirare ancora i tesori della cattedrale di Padova e gli ultimi gustosissirni esiti della miniatura in città: i diplomi di laurea, le "schede di monacazione", dove tra fiori e figure di santi, monaci e monache, all'atto della professione, apponevano di proprio pugno la croce come giuramento di fedeltà alla regola e gli ultimi libri di coro di Santa Giustina e del Santo.
Ma la grande novità sta nell'arrivo della Bibbia istoriata padovana che, esposta nei mesi scorsi all'Accademia dei Concordi di Rovigo dove abitualmente si conserva, giunge ora finalmente ad essere esposta al Monte.
Il prezioso manoscritto realizzato a Padova alla fine del Trecento nell'ambito della signoria carrarese, offre uno straordinario esempio di Biblia pauperum cioè di Bibbia scritta e figurata per essere comprensibile anche alle persone più semplici, quelle che non avevano studiato il latino. Il testo, molto semplificato fino a ridursi a semplici didascalie, non è infatti in difficile latino, come nelle altre Bibbie medievali, ma in volgare padovano: gustosissimo, pieno di brio, efficace nell'espressione come sa esserlo il nostro dialetto e come ancora meglio sapeva esserlo quello dei nostri nonni. Leggendo i brevi testi che accompagnano le figure ci ritornano infatti spesso alla mente espressioni ormai in disuso ma che abbiamo sentito nell'infanzia sulla bocca dei nostri vecchi e dei nostri contadini. È questo l'unico esempio di Bibbia in volgare del Medioevo europeo e Padova può vantarsi di averlo creato.
Ma la novità sta anche nell'illustrazione e infatti la Bibbia padovana offre un esempio unico nel mondo medievale di racconto biblico illustrato momento per momento, dal Libro della Genesi al Libro di Ruth, in più di ottocento grandi vignette affiancate a quattro a quattro, foglio per foglio.
La necessità di sottoporre il manoscritto a un leggero restauro, o meglio a una pulitura, ha dato l'occasione all'Istituto di Patologia del Libro di sfascicolare la Bibbia e di poterla quindi presentare alla mostra foglio per foglio, a dritto e a rovescio, mediante una esposizione a pannelli in verticale. Si tratta di un'occasione unica che non si ripeterà mai più e nella quale si supera la difficoltà dell'esposizione del libro miniato che di solito può essere presentato aperto solo su due pagine.
Nei primi fogli, forse sul modello di una Bibbia antichissima, le scene della Creazione, delle Storie di Noè e della Torre di Babele sono narrate in un clima di favola lontana e ancestrale, vissuta in un mondo tutto nuovo perché appena creato, in una atmosfera d'incantata avventura. L'effetto e di grandissimo fascino. Lungo il corso dell'esecuzione vari maestri - la Bibbia e una tipica opera di bottega medievale - portano il Vecchio Testamento a misura d'uomo rappresentando con straordinario realismo e gustosissimo brio il racconto biblico.
Il popolo ebreo è rappresentato infatti come fosse il popolo padovano di sette secoli fa, evocato nei suoi costumi, nelle sue attività, nei suoi mestieri, nelle sue feste e nei suoi riti. Ed è straordinario come le tracce di quella vita giungano fino a noi.
Uomini e donne hanno infatti l'aria pratica, la corporatura solida, i volti sodi dei nostri vecchi e vestono quei panni sobri e pesanti che venivano preparati nelle botteghe della nostra città, nel Medioevo specializzata appunto nella filatura e nella tessitura della lana di pecora. Possiamo vedere il loro modo faticoso di lavorare nei campi, la specializzazione delle loro botteghe artigiane, la semplicità del loro vivere nelle umili dimore di città e di campagna. Le capanne di legno con il tetto di paglia fitta sono similissime ai "casoni" ancora pochi decenni fa visitabili nelle nostre campagne, ancora nel nostro ricordo sono le tinozze di legno per il bagno e le ruvide sedie impagliate. Ma e bello vedere anche le camere da letto delle case più signorili con i letti di legno forniti di coperte a scacchi e candide lenzuola, con la cassapanca per le vesti, le mensole per gli oggetti, il "cielo" a baldacchino con le tende che si potevano tirare per la privacy e per ripararsi dal freddo.
Le scene di amplesso, così numerose nella Bibbia, sono rappresentate con riserbo ma anche con semplice realismo risultando solo più tardi cancellate per mal inteso pudore. Così interessantissime sono le scene di nozze e sepoltura.
Nasce così il ritratto di una società passata ma ancora viva, e il fascino grande dell'illustrazione del testo della Bibbia padovana sta nell'affettuosità e nella vena di humor sorridente con cui le vicende del popolo d'Israele sono narrate.
Anche se la Bibbia fu certo fatta da cristiani e per cristiani - si accenna infatti a Cristo e agli Evangelisti - certo i miniatori conoscevano bene la vita degli ebrei con i suoi riti, della circoncisione soprattutto, e con la sue cerimonie. Non stupisce quindi che sin dal Quattrocento la Bibbia risulti essere stata di proprietà di ebrei che se la trasmisero di padre in figlio.
A un certo momento l'opera venne anche smembrata e una parte, oggi alla British Library, prese lontane vie: esposta a Rovigo, ora è ritornata a Londra, ma ci si augura che almeno un cd possa conservarne l'immagine.
"La miniatura a Padova dal Medioevo al Settecento. Visibile parlare. La Bibbia Istoriata Padovana tra parola e immagine". Padova, Palazzo del Monte, 3 - 25 Luglio 1999. Orario: 15.30 - 19.30. Lunedì chiuso. Ingresso libero. Visite guidate gratuite ogni ora (15.30, 16.30, 1 7.30, 18.30). Aria condizionata.
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