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Il Dipartimento di Storia delle arti visive e della musica è
nato il 1° gennaio 1987, con la trasformazione in Dipartimento
dell'Istituto di Storia dell'arte della Facoltà di Lettere
e Filosofia.
Questo Istituto aveva già accolto al suo interno non solo
i docenti delle discipline storico-artistiche della Facoltà
di Magistero, ma anche l'allora unica disciplina musicologica,
la Storia della musica.
L'Istituto di Storia dell'arte ricevette un grande impulso con
l'arrivo a Padova di Giuseppe Fiocco: con lui si inizia la scuola
padovana di storia dell'arte. Egli, vincitore di cattedra universitaria
nel 1927, fu per un triennio a Firenze, quindi, soprattutto per
i suoi interessi per l'arte veneta, accettò l'invito di
trasferirsi a Padova, dove dal 1930 tenne la cattedra di Storia
dell'arte medievale e moderna.
L'insegnamento di Storia dell'arte era stato tenuto, precedentemente
all'arrivo di Fiocco, per incarico da Andrea Moschetti, e già
esisteva l'Istituto di Storia dell'arte, che assunse una sua sistemazione
edilizia, allora adeguata, con il trasferimento da via C. Cassan
nel nuovo palazzo del Liviano, progettato da Gio Ponti.
Giuseppe Fiocco fu certamente il primo grande specialista della
pittura veneta, ma fu anche interessato allo studio di altre culture:
nei suoi corsi, soprattutto di storia dell'arte medievale, si
soffermò, per esempio, su temi di grande scultura duecentesca
(Nicola Pisano), dell'arte che allora si diceva "delle steppe",
dell'architettura "esarcale". E inoltre ebbe il merito
di aver sempre accettato allievi non solo dalla diversa mentalità
(il che è ovvio) ma anche dai diversi interessi culturali
e di diversa metodologia critica: basti pensare ai suoi eredi
sulla cattedra padovana, Bettini e Pallucchini, che sono certamente
di personalità e di metodologia critica assai diversificate
sia rispetto al comune maestro sia tra loro due.
Nel 1943 Sergio Bettini, allievo "fiorentino" di Giuseppe
Fiocco, e fino allora direttore del Museo Civico di Padova, vinse
il concorso universitario di Archeologia cristiana, fu
chiamato all'Università di Catania e dopo qualche anno
ottenne il trasferimento a Padova: così per poco meno di
un decennio l'Istituto ebbe due professori ordinari, il maestro
e l'allievo.
A partire dalla fine degli anni '40 Fiocco volle che il suo insegnamento
fosse articolato in due distinte discipline, Storia dell'arte
medievale e Storia dell'arte moderna. In quei tempi
soltanto due Università, Roma e Padova, avevano due insegnamenti
storico-artistici distinti in medievale e moderna.
Bettini, che aveva tenuto per incarico vari insegnamenti, assunse
anche quello di Storia dell'arte medievale e moderna, presso
l'allora nuova Facoltà di Magistero, insegnamento che passerà
successivamente a Camillo Semenzato, prima come incarico poi
come cattedra.
Il 31.10.55 Fiocco venne posto fuori ruolo e con il 1°.11.55
Bettini diventò ordinario di Storia dell'arte medievale.
Con l'inizio dell'anno accademico successivo, dunque dal 1°.11.56,
Rodolfo Pallucchini ottenne il trasferimento da Bologna a Padova,
come professore ordinario di Storia dell'arte moderna.
Così, come sopra accennato, il magistero di Fiocco passava
a due dei suoi allievi: Bettini, lo specialista del tardoantico
e del bizantino, ma anche il "filosofo", che intendeva
approfondire criticamente la sua metodologia e la sua riflessione
sull'arte, anche con un notevole interesse per i fatti contemporanei;
Pallucchini, il grande conoscitore della pittura veneziana soprattutto
di età moderna e il suo interprete storico, sempre interessato
all'organizzazione culturale (ricoperse, tra le numerose cariche,
pure quella di Segretario generale della Biennale di Venezia
e di Presidente del Centro Internazionale di Storia dell'architettura
"Andrea Palladio" di Vicenza). Due grandi maestri, due
diverse mentalità che seppero convivere creando quel pluralismo
culturale che ancora oggi contraddistingue il Dipartimento di
Padova.
Durante il periodo di Bettini e Pallucchini gli studi storico-artistici
ebbero un notevolissimo sviluppo, anche con l'attivazione di nuovi
importanti insegnamenti.
Accanto all'insegnamento di Archeologia cristiana, che
era stato di Bettini (e fu tenuto per qualche tempo, prima per
incarico poi per cattedra, da Paolo Lino Zovatto), sono stati
attivati nell'arco approssimativo degli anni '60-'70:
Storia dell'arte contemporanea (con Dino Formaggio e con
Umbro Apollonio); Storia dell'architettura e dell'urbanistica
(con Leonello Puppi); Storia dell'arte moderna, per il
corso di laurea in Lingue (con Terisio Pignatti e poi con Franca
Zava); Museografia (con Pignatti e poi con Giordana Canova
Mariani); Storia dell'arte fiamminga e olandese (con Caterina
Virdis Limentani); Storia dell'arte bizantina (con Italo
Furlan); Storia della critica d'arte (prima con Sergio
Bettini poi con Franco Bernabei); e, per qualche tempo, Storia
dell'arte musulmana e copta (prima ancora con Sergio Bettini,
poi con Ernst J. Grube); per il corso di Laurea in Materie letterarie
della Facoltà di Magistero: Storia delle arti minori
e Storia della miniatura (con Giordana Mariani Canova)
e Storia dell'arte veneta (con Michelangelo Muraro).
Si procedette anche allo sdoppiamento degli insegnamenti più
frequentati dagli studenti di Lettere (Storia dell'arte medievale
con Giovanni Lorenzoni e Storia dell'arte moderna con Alessandro
Ballarin) e, in età più recente, all'attivazione
di altri insegnamenti, come Storia dell'arte medievale per
il corso di laurea in Lingue (con Enrica Cozzi) e da ultimo
Storia delle tecniche artistiche e del restauro (con Elisabetta
Saccomani) per il corso di Lettere.
Quando andarono fuori ruolo Sergio Bettini (1975) e Rodolfo Pallucchini
(1979), l'Istituto era già costituito da una gamma di insegnamenti
assai articolata e complessa come ancora oggi ben si nota. Di
fatto, dalla struttura nata in quegli anni ha origine il Dipartimento
attuale, per quanto riguarda le materie storico-artistiche.
Nel 1954 fu attivato presso la Facoltà di Lettere e Filosofia
il primo insegnamento di Storia della musica, dopo alcuni
corsi liberi tenuti dal prof. Andrea d'Angeli, come Libero docente,
nell'arco di tempo che va dal 1920 al 1940.
Il primo ad avere l'incarico fu Raffaele Cumar, il quale insegnò
per un decennio, dal '54 al '64, insistendo sull'aspetto teorico
della struttura musicale, ma anche con approfondimenti storici
dall'ambito veneziano del secolo XVI, al repertorio sette-ottocentesco
e al contemporaneo, con Malipiero. Dal 1964 al 1978 tenne l'insegnamento
Fabio Fano, che fu specialista di storia della musica tra settecento
e ottocento da Bach, Händel e Mozart al Romanticismo.
Quindi, dopo l'incarico, fu associato ed è professore ordinario
Giulio Cattin i cui corsi sono stati e sono, per lo più,
in parallelo con le sue ricerche in campo medievale e rinascimentale.
Da qualche tempo sono stati attivati gli insegnamenti di Filologia
musicale (con Sergio Durante) e di Storia della poesia
per musica nei paesi europei (con Bruno Brizi).
Sia Cumar, che Fano e poi Cattin facevano capo all'Istituto di
Storia dell'arte.
Presso l'Istituto di Storia dell'arte fu attivata per molti anni
la sezione storico-artistica della Scuola storico-filologica delle
Venezie, una delle prime Scuole di perfezionamento. Negli anni
'50 erano docenti: Giuseppe Fiocco di Storia dell'arte veneta,
Sergio Bettini di Storia dell'arte bizantina, Giovanni
Battista Brusin di Archeologia delle Venezie, Nicola Ivanoff
di Storia della critica d'arte e Oscar Ulrich Bansa di
Numismatica. Successivamente essa fu trasformata in Scuola
di perfezionamento in Storia dell'arte. Fu quindi soppressa, come
tutte le scuole di perfezionamento, ed ora è stata chiesta
l'attivazione della nuova Scuola di Specializzazione.
Dal 1984, dunque prima presso l'Istituto di Storia dell'arte e
poi presso il Dipartimento, è costituito il "Concentus
Musicus Patavinus", Centro di studi, ricerche e formazione
musicale, che di recente ha contribuito alla costituzione del
CIRM (Centro Interdipartimentale di Ricerche Musicali). Esso è
sorto con un duplice scopo: la promozione di studi musicologici
attraverso ricerche storiche soprattutto di ambito veneto e la
formazione musicale, che ha condotto alla creazione di un'orchestra
e di un gruppo corale: ambedue si sono da tempo affermati con
successo, grazie alla loro attività concertistica a Padova
e in altre città.
Fanno inoltre capo al Dipartimento l'Associazione Veneta per la
Ricerca delle Fonti Musicali e il periodico "Rassegna Veneta
di studi musicali", pubblicato in collaborazione con il Dipartimento
di Storia e critica delle Arti "Giuseppe Mazzariol"
dell'Università di Venezia, con il determinante contributo
finanziario della Giunta Regionale del Veneto.
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