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Facoltà di Lettere
e Filosofia





Per quanto riguarda la tradizione storica, quella della Facoltà di Lettere e Filosofia è tra le più durature e gloriose, nel senso che coincide praticamente con la storia dell’Università di Padova.

La Facoltà di Lettere e Filosofia, infatti, discende per linea diretta di primogenitura da quella Universitas artistarum che, a partire dal 1222 (anno di fondazione dell’Ateneo) e fino agli inizi dell’Ottocento, raccoglieva gli studenti di grammatica, retorica e filosofia unitamente a quelli di medicina.

Affreschi - I Giganti - Liviano

Con la riforma austriaca del 1815 si assiste alla creazione della Facoltà filosofico-matematica e successivamente, con l’avvento del Regno d’Italia, la Facoltà di Lettere e Filosofia assume quella denominazione e quel ruolo autonomo che mantiene ancora oggi.

Numerose sono le personalità famose riferibili storicamente alla Facoltà, in una sorta di galleria che va dal XIII al XX secolo. Fra queste si può menzionare Pietro d’Abano, il grande filosofo medico e astrologo che congiunge, fra Duecento e Trecento, la tradizione patavina a quella parigina; Jacopo Zabarella che nel XVI secolo interpretò genuinamente il ruolo europeo dello Studio, divenendo noto particolarmente in Germania per la sua trattazione della logica e della filosofia aristotelica; Elena Lucrezia Cornaro Piscopia, che viene anzitutto ricordata per essere stata, nella seconda metà del Seicento, la prima donna laureata al mondo. Fra Ottocento e Novecento molti sono i nomi illustri: Roberto Ardigò, caposcuola della filosofia “positiva” italiana fra la fine Ottocento ed il primo Novecento.

Palazzo del Capitanio Palazzo Maldura

Nel campo delle Lettere alcune delle personalità che illustrano la cultura italiana alla metà del Novecento: il grande latinista Concetto Marchesi e il non meno nominato grecista Manara Valgimigli, con il poeta e grande studioso della letteratura francese Diego Valeri.

La Facoltà di Lettere e Filosofia è collocata nel cuore della parte antica della Città, come segno di un rapporto profondo e storicamente radicato, che distingue l’Università di Padova dalla maggior parte delle altre Università, antiche e recenti.

IL PALAZZO DEL LIVIANO

Il Palazzo del Liviano in Piazza Capitaniato, così chiamato in onore di Tito Livio (il grande storico di Roma vissuto tra il I secolo a.C. e il I secolo d.C. e nativo di Padova) venne edificato su progetto di Gio Ponti, vincitore nel 1934 di un concorso nazionale.

Gio Ponti si occupò anche dell’arredamento del Palazzo, che ancor oggi si può ammirare: le panche all’ingresso, i banchi, le cattedre, gli studi dei docenti, e persino di appendiabiti e i cestini.

Presentazione del Palazzo del Liviano [PDF, 3,6 MB]