Università degli Studi di Padova
Facoltà di Lettere e Filosofia 
Master in Studi Interculturali
a.a. 2003/2004

Tesina di approfondimento:

 

Il multiculturalismo nello jugoslavismo della Jugoslavia socialista

 

di Andrea Matosevic - 897576-CN

 

Relatore: prof.ssa Egidio Ivetic


INDICE

 

 

INTRODUZIONE
TESSUTO SOCIALE
L’IDEOLOGIA
L’ECONOMIA. ALCUNI ACCENNI
I RAPPORTI
MACEDONIA
KOSOVO
LA QUESTIONE MUSULMANA
CONCLUSIONI

BIBLIOGRAFIA


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INTRODUZIONE

Scrivendo questa tesina, sempre di più mi sembrava necessario sottotitolarla “Accenni generali”, nonostante la parzialità di un lavoro come questo si sottointende. Lo propongo perchè leggendo la bibliografia mi resi conto di quanto densi erano i 45 anni Jugoslavi. Capii subito che non avrei potuto menzionare tutti gli aspetti delle vicende inter, multiculturali oppure quelle che andavano in direzione opposta a queste. Proprio perciò decisi di soffermarmi sui temi che mi avrebbero permesso di descrivere meglio le particolarità della vita in Jugoslavia, ovviamente scegliendo e selezionando tra molte di pari importanza. Trovare la bibliografia per questa tesina non è stata una vicenda facile perchè è scarsa, difficilmente procurabile oppure inesistente nelle biblioteche della ex- Jugoslavia, e in Italia sono tradotti pochissimi titoli. Avrei dovuto percorrere quasi tutte le capitali del paese qua descritto per trovare alcuni titoli cercati, perciò ho sfruttato l’opportunità di visitare Sarajevo, Zagabria e Belgrado. Inoltre, maggior parte della stessa è in Inghlese e dovevo tradurre le parti in Italiano.

Il tema di questa tesina sono le dinamiche e aspetti della convivenza di vari popoli che una volta s’identificavano con il nome di Slavi del Sud. La loro convivenza, effettuata nello stato federativo, è durata quasi cinquant’anni. Durante tutta l’esistenza della Jugoslavia, l’idea di vivere le diversità in uguaglianza sarà contrastata dai nazionalismi, particularismi oppure unitarismi e assimilazionismi di vari tipi. Inoltre, l’uguaglianza culturale doveva andare di pari passo con quella economica, un’altra premessa della convivenza primaria fallita. Eppure la convivenza, tolleranza e intercultura c’erano, esistevano nella quotidianeità (a differenza di ciò che è susseguito alla disgregazione federativa con la creazione degli stati nazioni sovrani e indipendenti).

In questo testo per mancanza di spazio, tra l’altro, non riuscirò a toccare il tema interessante della cultura comune Jugoslava, che ha trovato la sua migliore espressione nella produzione cinematografica e musicale. Era questa produzione che, oltre l’ideologia, faceva da spina dorsale culturale della federazione, fino al punto che alcuni giornalisti come Vesic conclusero che dagli anni ’60 fino a pochi anni fa, i rocketari erano i migliori servi di regime Titino. Secondo lui era l’amalgama d’ideologia e musica che faceva andare in estasi il pubblico di tutte le repubbliche.

Era un paese che, politicamente e culturalmente, non apparteneva nè a est nè a ovest però conteneva le caratteristiche di entrambi e grazie alla sua particolarità e posizione geografica che li collegava.

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