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Le seconde generazioni di migranti in Italia
di Luisa Salvati
Relatrice: prof.ssa Donatella Schmidt
INDICE
Abstract
Introduzione ( e Avvertenze)
Capitolo 1: Le seconde generazioni di migranti
1.1. Quale “seconda generazione”? Fenomenologia ed aspetti metodologici
1.2. La costruzione di un’identità culturale tra appartenenza ed esclusione
1.2.1. Lo spazio familiare: aspettative e conflitti
1.2.2. Il gruppo dei pari: un punto di riferimento “altro”
1.3. Strategie identitarie: dall’iperaccattazione mimetica al rifiuto acritico
Capitolo 2: L’integrazione socio-culturale in Italia
2.1. Le vie dell’integrazione sono (in)finite
2.1.1. Creolizzazione culturale: una risorsa da valorizzare, non un’onta da stigmatizzare
2.1.2. Lavori “da immigrati” e lavori “da italiani”
2.2. “Imparare ad imparare” dagli errori degli altri: il confronto con i modelli esteri
2.3. Gli “Italiani col trattino”
Non-conclusioni
Ringraziamenti
Bibliografia
Studiare le seconde generazioni di migranti in Italia significa aprire una questione che nel prossimo futuro susciterà un importante ed interessante dibattito, che non sarà più rigidamente circoscritto soltanto all’immigrazione. Infatti, l’integrazione delle seconde generazioni non soltanto rappresenta una tappa cruciale dei fenomeni migratori, ma è anche un importante fattore di cambiamento sociale per le società riceventi. Le esperienze estere – ma anche l’emigrazione italiana – ci insegnano che le seconde generazioni costituiscono una fase rilevante per fare il bilancio dei costi e dei benefici dell’immigrazione. Dunque, il successo o il fallimento dell’immigrazione in Italia può essere parzialmente verificato attraverso la riuscita dell’integrazione delle seconde generazioni all’interno della società italiana: esse non solo costituiscono il livello di stabilità che l’immigrazione può raggiungere in un paese, ma rappresentano anche la cartina di tornasole degli esiti conseguiti dalle politiche sociali che uno Stato è in grado di applicare, non solo per gli immigrati, ma anche per gli stessi autoctoni.
Le seconde generazioni - con riferimento ai figli degli immigrati presenti in Italia, dove sono nati o hanno compiuto almeno una parte della loro scolarizzazione o formazione professionale - costituiscono una categoria sociale molto importante: devono mediare tra culture diverse e spesso hanno difficoltà a trovare modelli con cui identificarsi, il che può talvolta suscitare in loro un senso di frustrazione e di tensione. Alla luce di queste considerazioni, dunque, è importante tenere conto – quando si studiano le seconde generazioni - anche della variabile dell’età, poiché essa costituisce spesso la spia di disagi ed istanze per le quali elaborare specifici interventi: il nostro lavoro, pertanto, focalizzerà l’attenzione sugli adolescenti, poiché attraverso questo tipo di gruppo, è possibile studiare comportamenti e bisogni significativi in relazione all’integrazione socio-culturale dei figli degli immigrati presenti in Italia.
La nostra analisi, dunque, mirerà a descrivere la costruzione di un’identità socio-culturale delle seconde generazioni e le modalità di una loro integrazione all’interno del contesto italiano: il loro rapporto con la famiglia, la prima generazione di immigrati, “utilizzati” in Italia solo come forza lavoro senza alcun diritto; le relazioni che esse instaurano con il gruppo dei pari, sia immigrati che autoctoni, e il loro modo di esprimersi e di vivere ed occupare il territorio, attraverso la musica, la religione, il linguaggio di strada; l’inserimento nell’ambiente scolastico, che necessariamente dovrà elaborare strategie pedagogiche di respiro interculturale; il loro approccio al mondo del lavoro, in cui essi probabilmente, non vorranno essere usati, come i loro genitori, dalla società ricevente, ma vorranno raggiungere alte posizioni sociali, grazie all’istruzione che hanno ricevuto in Italia; infine, i modi della loro integrazione all’interno della società italiana, che ancora stenta a considerarsi un paese di immigrazione, creando in questo modo un clima di tensione e di paura.
Dall’analisi delle seguenti dinamiche è emerso che, in generale, in Italia è mancata un’ attenta riflessione sulle proprie responsabilità coloniali e sui cambiamenti sociali in corso: gli stranieri sono ancora percepiti come soggetti socialmente pericolosi e i pregiudizi permangono. In questo scenario, tuttavia, importanti saranno le modalità con cui queste identità “trattino” si rapporteranno al contesto italiano: la loro creolizzazione potrà arricchire l’identità italiana - che già di per sé risulta essere una questione problematica e di difficile definizione - solo se, dall’altro lato, la società italiana consentirà loro un’integrazione che li qualifichi come cittadini italiani a tutti gli effetti.